ARTEMISIA IL GESTO E LA GLORIA

copertina di facebbok per eventi 1 - Artemisia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ARTEMISIA IL GESTO E LA GLORIA, interverrà  Cristina Muccioli Teorica dell’arte, Art Critic e Curator.

alla mostra d’arte contemporanea del Collettivo Artemisia 5 ARTISTE

(Rita Carelli, Pea Trolli, Francesca Bruni, Renata Ferrari, Emanuela Volpe)
Con il riconoscimento di Olimpiade Culturale – Milano Cortina 2026  a cura di Federico Caloi

Milano — Spazio Seicentro, Piazza Enrico Berlinguer, Via Savona, 99, 20144 Milano MI

Inaugurazione: VENERDI  6, ore 18.30

ARTEMISIA. IL GESTO E LA GLORIA è un evento di Arte Contemporanea che intreccia storia, mito e visione attuale, ponendo al centro il corpo umano come luogo di tensione, bellezza e significato. La mostra si arricchisce dell’intervento di Cristina Muccioli, Teorica dell’arte, Art Critic e Curator, che guiderà il pubblico in un affascinante percorso tra Arte e Olimpiadi, rivelando come la rappresentazione della competizione atletica abbia attraversato i secoli, dall’antichità classica fino alle declinazioni contemporanee.

TESTO CRITICO — Cristina Muccioli

Il Gruppo Artemisia, collettivo di artiste dedite al linguaggio figurativo, rinnova con questa esposizione il proprio impegno nella ricerca estetica sulla figura umana. Ispirandosi alla determinazione e alla maestria della grande Artemisia Gentileschi, le artiste offrono una prospettiva femminile e contemporanea su un tema – quello della competizione olimpica – che affonda le sue radici nell’antichità classica che ha plasmato l’Occidente, e che ancora oggi riverbera la cura di un corpo vivo e vivente in azione, anche nelle posture e nei gesti più emblematici e statuari che ne fanno icone celebrative e inaugurali. Per Cristina Muccioli, Teorica dell’arte, “in questa mostra le artiste restituiscono, con intuizione creativa, l’istante in cui lo sforzo fisico si trasforma in bellezza pura. Il Gesto e la Gloria non è solo una celebrazione dello sport, ma un tributo alla capacità del corpo umano di farsi arte e mito. Nell’antico legame tra i Giochi e l’Olimpo, la neve e il ghiaccio diventano scenari di una lotta senza tempo, dove il dinamismo dello sci, la precisione del pattinaggio e la potenza della velocità vengono fissati sulla tela o sulla carta, rendendo eterno, e dunque divino, il gesto effimero della competizione. Nella purezza del ghiaccio e nella verità del segno, Artemisia celebra la lealtà: quella nobile sfida in cui la gloria non risiede nel superare l’altro, ma nel superare sé stessi con onestà e rigore”

 

ARTEMISIA5 ARTISTE

 

Dettagli e info: Renata Ferrari 349.7527048 – Francesca Bruni 33374871280 – info@artemisia5.it

Siti web: www.artemisia5.it   –  www.emanuelavolpe.it  –  www.francescabruni.it – www. ritacarelliferi.it

https://www.instagram.com/artemisia5pittrici/

 

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NATI PER RISPLENDERE evento di Arte, valori olimpici e visione condivisa

copertina di facebbok per eventi - Artemisia

NATI PER RISPLENDERE Arte, valori olimpici e visione condivisa

Collettivo Artemisia 5 pittrici                                                                                                                                      

(Rita Carelli Feri, Pea Trolli, Francesca Bruni, Renata Ferrari, Emanuela Volpe)
Con il riconoscimento di Olimpiade Culturale – Milano Cortina 2026
A cura di Federico Caloi

Milano — Spazio Seicentro, Piazza Enrico Berlinguer, Via Savona, 99, 20144 Milano MI
Dal 5 al 13 Febbraio 2026
Inaugurazione: giovedì 5, ore 18.30

EXIBART Nati per Risplendere

In occasione dell’anno olimpico, Nati per risplendere propone un progetto espositivo e performativo che intreccia arte, gesto e valori fondativi dello sport: rispetto, disciplina, solidarietà, competizione come crescita, fratellanza tra i popoli.
La mostra è costruita attorno al lavoro del collettivo Artemisia 5 Pittrici, che da anni condividono una pratica artistica fondata sul dialogo, sulla differenza come risorsa e sulla responsabilità del fare insieme.

Il cuore del progetto è un’installazione composta da cinque figure dipinte, corpi-simbolo che rimandano idealmente ai cinque continenti olimpionici: una metafora visiva della pluralità culturale che i Giochi Olimpici rappresentano, e insieme un richiamo alla dimensione universale dell’esperienza umana. Non un inno alla vittoria come dominio, ma alla vittoria come superamento di sé, come atto di consapevolezza e di misura.

Accanto all’installazione, il progetto si sviluppa come percorso culturale articolato, con performance, workshop, incontri e talk pubblici che indagano il rapporto tra arte, gesto atletico, percezione del corpo e costruzione dell’identità.

Grazie al lavoro curatoriale e istituzionale che ha accompagnato la nascita del progetto, Nati per risplendere è stato accolto nel programma culturale dei Giochi di Milano–Cortina 2026, entrando a far parte dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, programma culturale dei Giochi.

 

PROGRAMMA 

  • Giovedì 5 — ore 18.30: Inaugurazione
  • Venerdì 6 — ore 18.30:”ARTEMISIA il Gesto e la Gloria”di Cristina Muccioli, Teorica dell’arte, Art Critic e Curator.
  • Sabato 7 — ore 16.00–18.00: workshop “foglia d’oro”
  • Domenica 8 — ore 16.00–18.00: performance del collettivo Artemisia
  • Lunedì 9 — incontro “La luce nell’arte” con Davide Cartesio
  • Martedì 10 e Mercoledì 11 — talk a cura di Federico Caloi
    brevi interventi sul rapporto tra Olimpiadi, arte e società
  • Giovedì 12 — Finissage: Lo stimolo del vero, infinite visioni

 

 

TESTO CRITICO — Cristina Muccioli

Il Gruppo Artemisia, collettivo di artiste dedite al linguaggio figurativo, rinnova con questa esposizione il proprio impegno nella ricerca estetica sulla figura umana. Ispirandosi alla determinazione e alla maestria della grande Artemisia Gentileschi, le artiste offrono una prospettiva femminile e contemporanea su un tema – quello della competizione olimpica – che affonda le sue radici nell’antichità classica che ha plasmato l’Occidente, e che ancora oggi riverbera la cura di un corpo vivo e vivente in azione, anche nelle posture e nei gesti più emblematici e statuari che ne fanno icone celebrative e inaugurali. Per Cristina Muccioli, Teorica dell’arte, “in questa mostra le artiste restituiscono, con intuizione creativa, l’istante in cui lo sforzo fisico si trasforma in bellezza pura. Il Gesto e la Gloria non è solo una celebrazione dello sport, ma un tributo alla capacità del corpo umano di farsi arte e mito. Nell’antico legame tra i Giochi e l’Olimpo, la neve e il ghiaccio diventano scenari di una lotta senza tempo, dove il dinamismo dello sci, la precisione del pattinaggio e la potenza della velocità vengono fissati sulla tela o sulla carta, rendendo eterno, e dunque divino, il gesto effimero della competizione. Nella purezza del ghiaccio e nella verità del segno, Artemisia celebra la lealtà: quella nobile sfida in cui la gloria non risiede nel superare l’altro, ma nel superare sé stessi con onestà e rigore”.

 

TESTO CRITICO — Federico Caloi

Nati per risplendere. Sul gesto, sul limite, sulla relazione

C’è un punto preciso in cui il corpo smette di essere soltanto materia e diventa linguaggio. È il punto in cui il gesto, ripetuto, disciplinato, ascoltato, si trasforma in forma. È qui che sport e arte smettono di appartenere a mondi separati e cominciano a parlarsi: entrambi sono pratiche del limite, esercizi di attenzione, tentativi di dare ordine all’energia.

Nati per risplendere nasce dentro questa zona di confine, dove la competizione non è antagonismo ma misura, e la vittoria non è dominio ma consapevolezza. L’atleta e l’artista condividono una stessa tensione: non contro l’altro, ma verso una versione più esatta di sé.

Il collettivo Artemisia lavora da tempo su un’idea di pittura che rifiuta l’isolamento dell’autorialità per costruire una pratica condivisa. Cinque voci, cinque sguardi, un unico processo. In un’epoca che esalta la prestazione individuale, questa scelta è già una presa di posizione: la qualità nasce dal confronto, dalla frizione, dall’ascolto reciproco. Non esiste crescita senza relazione.

L’installazione a cinque figure, che rimanda simbolicamente ai cinque continenti, non è una semplice citazione iconografica del mondo olimpico, ma una metafora della condizione contemporanea: identità plurali, storie che si intrecciano, differenze che non chiedono di essere cancellate, ma comprese. È in questo spazio che la fratellanza smette di essere parola astratta e diventa pratica quotidiana.

Il riferimento alla frase di Nelson Mandela — “Siamo tutti nati per risplendere” — non è retorico. Qui la luce non è spettacolo, ma responsabilità: risplendere significa esporsi, mettersi in gioco, accettare la fatica del confronto. Significa riconoscere che la forza autentica non è quella che schiaccia, ma quella che sostiene.

Non è un caso che questo progetto trovi casa nel contesto della Olimpiadi Culturali Milano–Cortina 2026. I Giochi, prima ancora che evento sportivo, sono un dispositivo culturale: raccontano chi siamo, come ci rappresentiamo, quali valori scegliamo di rendere visibili. In questo senso, il lavoro che ha permesso a Nati per risplendere di entrare nel programma ufficiale non è soltanto un riconoscimento istituzionale, ma un’assunzione di responsabilità: affermare che l’arte non è cornice, ma parte attiva della costruzione del senso collettivo.

Questa mostra non chiede di essere guardata come un insieme di opere, ma come un campo di forze: corpi, segni, gesti, idee che dialogano. Qui la gloria non è un podio, ma un processo. E la competizione, quando è vera, non separa: mette in relazione.

ARTEMISIA5PITTRICI

 

Dettagli e info: Renata Ferrari 349.7527048 – Francesca Bruni 33374871280 – info@artemisia5.it

Siti web: www.artemisia5.it   –  www.emanuelavolpe.it  –  www.francescabruni.it – www. ritacarelliferi.it

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L’ ARTE FA VOLARE GLI ELEFANTI

elefnti volanti - Artemisia

In occassione della Milano Design Week artemisia5 fa volare le sagome di elefanti nel proprio studio per l’ allestimento di elephantotem light creandone delle nuove, per ricordare l’importanza di salvare l’elefante asiatico.

In questo caso per ricordare il viaggio  delle elefante Solimano. realmente avvenuto ben 485 anni fa.

1540 – Raja nasce nelle scuderie reali del sultano di Kotte, nell’Isola di Sri Lanka, ex Ceylon
1542 – Il cucciolo Raja, è costretto a una migrazione forzata quale dono ai sovrani portoghesi, Giovanni III e Caterina d’Austria (usanza dell’epoca fra i regnanti per aumentare il proprio prestigio). Dopo una sosta a Goa,nell’India sud-occidentale, il cucciolo accompaganato dai dignitari dalla missione diplomatica e dal personale addetto alla sua cura, arriva a Lisbona.
All’elefante una volta arrivato in Portogallo viene dato il nome di Solimano, per irridere il sultano ottomano Suleiman il Magnifico, nemico mortale dell’occidente cristiano.
1548 – arrivano – Valladolid in Spagna l’arciduca Massimiliano II d’Austria (futuro Imperatore del Sacro Romano Impero) e sua moglie  Maria (cugina spagnola di Massimiliano Il – figlia di Carlo V e sorella di Filiopo Il – Re di Spagna).
I sovrani del Portogallo colgono l’occasionione al volo di riciclando Solimano come dono di nozze per la coppia e in particolare per Massimiliano Il, che fin da bambino ha sempre  desiderato di avere un elefante.
1549 – novembre – Solimano parte da Lisbona e arriva ad  Aranda de Duero (Valladolid), allora Capitale della Spagna, e viaggia ancora fino a Barcellona.
1551 – il 12 novembre Solimano è a Genova – e da qui inizia il cammino fino a Milano,poi su una chatta, viaggia verso Cremona e Mantova. Il 13 dicembre è a Trento, dove si è appena concluso il Concilio.
Per 15 giorni tra dicembre 1551 e gennaio 1552, Solimano sosta a Bressanone nel fienile della locanda denominata Herberge am Hohen Feld di Andree Posch.
Per ricordare l’avvenimento il pittore Leonhard  Mair (testimone oculare dell’evento) è stato incaricato di ritrarre il pachiderma sulla parete esterna della locanda dove tutt’ora visibile.
1552 – il giorno dell’epifania, 6 gennaio Solimano è ad Innsbruck (Austria) Il 24 gennaio arriva a Wasserburg e da qui viene trasportato su una chatta attraverso i fiumi Inn e Danubio.Il 6 marzo, il corteo entra a palazzo reale di Vienna.

Nei primi mesi tutti si interessano a Solimano, ma  poi con il passare del tempo il giovane elefante viene dimenticato.

1553 – il 18 dicembre Solimano muore, ancora giovane forse di fame o di stenti, o forse semplicemente di nostaligia.

ELEPHANTOTEM LIGHT scaled e1745312612380 - Artemisia

evento dal 10-13 nella  MILANO DESIGN WEEK ELEPHANTOTEM LIGHT

SAGOMA RENATA - Artemisia
Sagoma elefante di Renata Ferrari olio su forex 80€
sagoma fra labirinto copia PIU SATURO - Artemisia
Sagoma elefante di Francesca Bruni,”LABIRINTO”acrilico su forex 80€
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Sagoma di Rita Carelli Feri 80€
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Sagoma elefante di Francesca Bruni,”MIGRAZIONE”acrilico su forex 80€
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Sagoma elefante Francesca Bruni,”Il VOLO” Foalia d’oro e argento la lunga marcia su una cartina, segnata da un lungo percorso sotto i cieli brucianti, e nuvole in corsa e città brulicanti.80€
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Sagoma elefante Emanuela Volpe,”LA BELLEZZA”, acrilico con le parole del Gibran sulla bellezza, la carovana si mette in marcia nel caos di profumi, suoni e colori. 80€
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Sagoma elefante Rita Carelli Feri,” LE SORELLE”, acrilico Il viaggio crea relazioni tra gente e popoli.80€
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Sagoma elefante Renata Ferrari,”GALLOFANTE”, acrilico passaggio in Portogallo, una soglia sul mondo occidentale con riflessi e volti tradizionali.80€
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Sagoma elefante Pea Trolli,”PEALEFANTE”, incisione su forex lo stupore della folla. nei vari paesi d’europa e la partecipazione per questa meraviglia che incanta e sorprende tutti al suo passaggio.80€

ELEPHANTOTEM LIGHT installazione

ELEPHANTOTEM LIGHT2 - Artemisia

 

ELEPHANTOTEM LIGHT,installazione luminosa, sensoriale e dinamica, opera realizzata a 10 mani da Artemsia5artiste. Francesca Bruni, Rita Carelli Feri, Renata Ferrari, Pea Trolli, Emanuela Volpe, presentano  nel proprio studio, in occasione della Milano Design Week 2025, con la collaborazione della ditta specializzata nelle nuove tecnologie elettroniche di luce Cartesio Eyes, a sostegno della ricerca, progetto, design e ambiente. Il progetto vede il riutilizzo della pittoscultura Elephantotem, realizzata dal gruppo Artemisa5 in occasione della mostra evento” il Viaggio di Solimano, l’arte protegge l’elefante asiatico” al Museo di Storia Naturale di Milano nel 2013.La pittoscultura, racconta con 5 linguaggi diversi, il lungo viaggio dell’elefante Solimano, dono principesco dei regnanti viennesi.I cinque prismi in plexiglass rappresentano le tappe dell’epopea dell’animale. Senza che sia rispettato un ordine temporale, i vari momenti si sovrappongono e si mescolano grazie alle trasparenze che impediscono la lettura univoca delle parti. L’installazione mira a sensibilizzare sul riuso dei materiali e sulla protezione dell’elefante asiatico, utilizzando l’arte come linguaggio universale. I visitatori avranno l’opportunità di scoprire il processo creativo dietro ogni opera e partecipare all’attività di frottage per creare una sagoma dell’elefante, contribuendo alla causa ambientalista.

L’evento si svolgera nella settimana della Milano Design Week nel proprio studio in via Capecelatro 22 angolo via Malnati nelle seguenti date:ELEPHANTOTEM LIGHT - Artemisia
GIOVEDI 10 APRILE dalle 11 alle 19

VENERDI 11 APRILE dalle  11 alle 19
SABATO 12 APRILE dalle  11 alle 19

DOMENICA 13 APRILE dalle 11 alle 17

 

 

 

clicca per visualizzare l’invito e il comunicato stampa su exibart

ELEPHANTOTEM LIGHT - Artemisia

LE OPERE DI  ARTEMISIA 5 VIAGGIANO SUI FOULARDS

Le opere d’arte di Artemisia viaggiano per creare  foulard unici. Particolari dei dipinti vengono stampati per realizzare foulards. La stampa di alta qualita’ quali seta100% gr34  65 x 65 e voile 90 x 90.

Qui puoi acquistare foulards art da un opera originale di Artemisia5 artiste . Ordinarla, inviandomi una mail scrivendomi quale preferisci a info@artemisia5.it

https://www.instagram.com/artemisia.cinque/

foulard francesca bruni - Artemisia
FRANCESCA BRUNI
RIFLESSIONE IX Stampa su voile 90x90
80€
francesca bruni 1 - Artemisia
FRANCESCA BRUNI
RIFLESSIONE IX Stampa su seta 65x65
50€
Foto 1 1 - Artemisia
RITA CARELLI FERI
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20200505 221853 - Artemisia
RENATA FERRARI
LE GUGLIE Stampa su voile 90x90
80€
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RENATA FERRARI
LE GUGLIE Stampa su seta 65x65
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PEA TROLLI
PIANISTA Stampa su seta 65x65
50€
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NUDO DISTESO Stampa su seta 65X65
50€

Pensiero verde

Pubblicato su “Il GIORNO” del 28 ottobre 2021

Milano riparte, la cultura riapre i battenti di teatri, sale da concerto, musei e gallerie.

La condivisione di momenti piacevoli e stimolanti non è più vietata. Ascoltiamo musiche e gustiamoci i balletti, incantiamo i nostri occhi con le tele dipinte dei musei e delle mostre, possiamo nuovamente ballare pur con le dovute distanze. Anche se ci avviamo alla stagione invernale e il verde clorofilla delle foglie si appresta a lasciarci per qualche mese, nella mente e nel cuore dei milanesi si concentra in questo particolare momento un bisogno di rinascita che posso identificare solo col colore verde.

1080px il castello sforzesco visto dal parco sempione - Artemisia

Il suo nome ha origine da “viridis”, dal latino “vivace”. Colore secondario, è composto di giallo e di azzurro, due colori con caratteristiche piuttosto distanti. Il giallo è attivo, luminoso, vitale e radiante; è il colore dell’intelligenza e della chiarezza mentre il blu è silenzioso, recessivo, riposante, muto e distante. Il verde rappresenta, mescolando le due attitudini, una promessa di crescita, una speranza di eventi futuri che si svilupperanno e simboleggia per sua natura la giovinezza (anni verdi, appunto).

Il Dio Osiride era chiamato “Il Grande Verde”, colui che resuscita dopo la morte.

Spesso la natura di questo colore può apparire instabile essendo composto da una contraddizione, tuttavia, stimola ad aprire il cuore agli altri e porta un’energia di pace e armonia tra le persone.

Un’azienda tedesca nel 1800 mise a punto una tintura verde nota come “verde di Parigi”, molto brillante che ebbe un immediato successo e venne usata non solo per i colori da pittura ma per i tessuti, le tappezzerie, le decorazioni, gli oggetti e anche come decorazione gastronomica.

Risultò poi essere un venefico intruglio, essendo formato da una mescolanza di rame e arsenico. Ebbe a suo carico un gran numero di avvelenamenti e forse anche la morte di Napoleone.

Il verde è una tinta che cambia facilmente di significato per le variabili delle sue componenti. La vivacità intellettuale del giallo, la sua brillantezza, si fondono con l’introspezione e la distanza psicologica del blu.

Perciò, la fusione di queste due tinte produce una mescolanza dei due significati che cambiano in relazione alla quantità. Molti modi di dire ce lo testimoniano: essere verde di rabbia, verde speranza, essere al verde, verde bandiera, gli occhi verdi della gelosia, mostro di Shakespeariana memoria.

Il verde ricorda la natura, il legame con la terra e la fertilità. La pubblicità si è appropriata di questi significati e li utilizza, ad esempio, per indicare la carica energetica, l’attività interiore, il senso della freschezza e della verità, l’allegria, la comodità e la rassicurazione perché un certo tipo di verde, equilibrato, è rassicurante e promette affetto e protezione.

Ne accettiamo l’augurio insieme con la necessità di far germogliare dentro di noi una coscienza verde (green), più minuziosa e puntuale, partendo dalle piccole cose, come non sprecare acqua, non buttare i mozziconi a terra, separare puntualmente il pattume o adottare uno spazio verde del Comune di Milano sull’apposito portale; contribuire, insomma, nel nostro piccolo, all’edificazione di un mondo migliore.

Un antico proverbio milanese recita: ogni ranin fa el so brudin.

Emanuela Volpe

Milano e il colore

Il colore ci circonda, ci condiziona, ci fa stare bene o malissimo; il colore arreda, decora, rende diverso il volume o la distanza degli oggetti e li fa apparire pesanti o leggeri, interferisce con il gusto e l’olfatto e ci fa venire sonno oppure ci sveglia.

Se dovessi dire di che colore è Milano, sottraendo le suggestioni temporanee delle pubblicità, o i graffiti che la affratellano a mille altre città e ignorando le poche (per fortuna) bizzarrie cromatiche su antiche case che ricordano indecorose nonne travestite da nipoti, penserei per primo al giallo, colore dell’intelligenza, del dinamismo e della felicità.

giallo milano scaled - Artemisia

Il giallo Milano fu voluto da Maria Teresa d’Austria per ragioni economiche sulle case di ringhiera, per mitigare il fumo giallastro prodotto dai camini che oggi ritroviamo sui tram. sulle bike sharing e che per molti anni è stato la livrea dei taxi prima che divenissero bianchi.

La “scighera” (la nebbia milanese), un tempo colpevole dell’attenuazione cromatica del paesaggio e tributaria di un’ispirazione leonardesca (pare), è un fenomeno ormai quasi scomparso.

Il colore riprende, col variare del clima, il suo giusto posto nella vita dei milanesi, con  il verde dei suoi 54 parchi, l’azzurro dei suoi molti corsi d’acqua, navigli, rogge, fontanili, cave, laghetti pieni di pesci e gamberi d’acqua dolce e la darsena, coi suoi cigni e i suoi germani reali; i giardini segreti, verdissimi, che si vedono solo dall’alto, nei cortili e nei quadrilateri delle case del centro, nel rosa dei fenicotteri di villa Invernizzi, o nelle 55 vetrate del Duomo che in un tripudio di azzurri, rossi, verdi e gialli, proiettano pennellate di luce colorata all’interno.

A quanto racconta un manoscritto della biblioteca Trivulziana, un certo Mastro Valerio di Fiandra lavorava alle vetrate del Duomo ed aveva un assistente che miscelava sempre lo zafferano nei pigmenti per aumentarne la brillantezza. L’idea di metterlo nel risotto nata dallo scherno per quest’ultimo ha creato il risotto giallo, che in precedenza era fatto solo col burro.

Sempre in ambito mangereccio, il giallo splende sulla cotoletta nelle due varianti, viennese e milanese propriamente detta, o nel panettone, in dialetto Panetùn nato, secondo la leggenda, dall’errore di un garzone, certo Toni, alla corte di Lodovico il Moro.

Tito Livio racconta che il celtico Belloveso, dopo aver sconfitto gli Etruschi, incontrò una notte una scrofa semi-lanuta che gli indicò dove fondare la città e che per questo si chiamò Medio-lanum.

L’animale è rappresentato in forma di cinghiale bianco su un capitello del Palazzo della Ragione nel centro medievale della città. Un artista moderno, Matteo Rubbi, a ricordo dell’episodio ha raccontato il cielo stellato di quella notte con un’installazione permanente a Citylife, formata da più di cento stelle di marmi policromi, incastonate nel pavimento.

L’oro, preziosa sublimazione del giallo, è il colore della Madonnina che dall’alto dei suoi 108,5 metri, non doveva essere superata da nessun edificio. Il grattacielo Pirelli e la torre Isozaki (Il dritto) per farsi perdonare l’infrazione esibiscono due Madonnine in miniatura sulle sommità.

Nella Galleria Vittorio Emanuele, conosciuta come il “salotto di Milano”, il regolamento comunale prevede che tutti gli esercizi debbano avere le scritte delle insegne color oro su sfondo nero: perfino McDonald’s ha dovuto a suo tempo inchinarsi a questa regola.

Il colore di Milano: come tutti i grandi amori richiede attenzione e un po’ di tempo per essere scoperto: Festina Lente (affrettati con lentezza).

Emanuela Volpe                                                                 pittrice- docente- consulente del colore IACC